Come gestire in sicurezza i terreni contaminati da amianto

Sebbene l’amianto o asbesto in Italia sia stato vietato trent’anni fa, con la legge quadro 257/92, siamo ancora lontani dall’aver dismesso tutto l’amianto di origine antropica presente ancora nel Paese.

La caratteristica principale di questo materiale è di essere formato da fibre resistenti alla degradazione ed estremamente sottili, che possono liberarsi nell’aria quando l’amianto è friabile oppure danneggiato.

Il rischio è per la salute, dato il potere cancerogeno dei minerali comunemente chiamati asbesto.

Un importante veicolo per l’immissione in aria delle fibre di amianto è rappresentato dai suoli e dai terreni, contaminati in diverse zone d’Italia dalla presenza di rifiuti contenenti amianto.

Un rifiuto molto comune che è possibile ritrovare nel suolo, nel sottosuolo e nel materiale da riporto è l’amianto in matrice cementizia, conosciuto anche come Eternit in ambito commerciale.

La scoperta di un’area contaminata pone due interrogativi da non sottovalutare.

In primo luogo, la tutela della salute, e la prevenzione di incidenti professionali, nei confronti dei lavoratori impegnati a rimuovere l’amianto rilasciato illecitamente o a causa di fenomeni estremi (terremoti, alluvioni, trombe d’aria).

Secondariamente, in previsione di una riqualificazione della zona, la bonifica dei terreni contaminati da amianto e il recupero dell’utilizzo del suolo in futuro.

Considerato che è in aumento la frequenza con la quale si rinvengono terreni contaminati da amianto, nel 2022 l’Inail DIT ha pubblicato un documento dettagliato su tutte le misure di prevenzione da adottare nelle operazioni di bonifica, mettendo a frutto tutte le conoscenze maturate negli anni al fine di evitare l’esposizione a questo potente cancerogeno.

 

Il documento Inail sulla gestione della contaminazione da amianto: i punti chiave

 

Il documento redatto dal DIT (Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici) entra nel merito degli obblighi a cui sono soggetti i tecnici abilitati alla valutazione e gestione delle aree contaminate da amianto.

Vengono toccati diversi punti strategici:

  • il valore limite di esposizione all’amianto per i lavoratori;
  • i dispositivi di protezione individuale (Dpi);
  • la formazione dei tecnici operativi e gestionali;
  • i piani di lavoro (Pdl);
  • i suoli ed i rifiuti contenenti amianto (Rca).

 

Valore limite di esposizione all’amianto

Si specifica che la concentrazione di polveri provenienti dall’amianto o da materiali contenenti amianto – come quelli in matrice cementizia – a cui sono esposti i lavoratori deve essere sempre ridotta al di sotto del valore limite di 100 fibre/L, come stabilito nell’art. 254, comma 1, del d.lgs. 81/08.

 

I dispositivi di protezione individuale dall’amianto

I dispositivi di protezione individuale, o Dpi, rappresentano una serie di barriere messe in campo per evitare esposizioni indebite dei lavoratori all’asbesto e ai suoi effetti cancerogeni.

In materia di Dpi, il documento dell’Inail distingue gli obblighi dei datori di lavoro e dei lavoratori.

I datori di lavoro sono tenuti ad occuparsi di:

  • destinare ogni dispositivo di protezione ad un uso personale;
  • informare i lavoratori dei rischi per i quali occorre un Dpi;
  • fare in modo che i dispositivi vengano adoperati solo per gli usi previsti;
  • assicurare che i lavoratori abbiano una formazione adeguata;
  • rendere disponibili le informazioni necessarie sui dispositivi in azienda;
  • fornire ai lavoratori le indicazioni sulla riconsegna dei Dpi a lavoro concluso.

Per quanto riguarda i lavoratori, questi i loro obblighi:

  • utilizzare i dispositivi di protezione messi a disposizione dal datore di lavoro;
  • segnalare qualsiasi difetto rilevato nei Dpi;
  • non modificare i dispositivi di propria iniziativa;
  • seguire il programma di formazione sull’uso corretto dei Dpi organizzato dal datore di lavoro.

 

La formazione dei tecnici operativi e gestionali

Come attestato dal D.P.R. dell’8 agosto 1994, la formazione per chi lavora nel campo della decontaminazione dei suoli dall’amianto è obbligatoria e prevede:

  • 50 ore di addestramento per i lavoratori gestionali, coloro che sovrintendono tutte le attività;
  • 30 ore per i lavoratori operativi, chi si occupa della rimozione e dello smaltimento dell’amianto, e della bonifica delle zone coinvolte.

 

Piani di lavoro delle ditte incaricate

Tornando al decreto legislativo 81/08, secondo l’articolo 256, comma 2, l’azienda che si occupa della rimozione dei materiali contenenti amianto dai terreni è tenuta a predisporre un piano di lavoro (Pdl) del quale dovrà prendere visione l’Ausl competente nella zona, prima dell’inizio dei lavori di decontaminazione.

 

Gestione sicura dei terreni e dei rifiuti contenenti amianto

La cernita permette ai tecnici abilitati di separare dal suolo i rifiuti contenenti amianto (Rca), sui quali vanno eseguite le seguenti operazioni:

  • incapsulamento, tramite vernici apposite che impediscono la liberazione di ulteriori fibre di asbesto;
  • imballaggio dei rifiuti;
  • avvio verso il deposito/lo smaltimento.

Infine, poiché stiamo entrando in una fase in cui l’economia circolare conta sempre di più, altro compito molto importante è fare in modo che sia possibile il riutilizzo della frazione di suolo non contaminata dall’amianto.

L’intera faccenda della bonifica dei terreni contaminati dall’amianto è materia di competenza di aziende specializzate, munite delle autorizzazioni necessarie.

È altamente sconsigliata, oltre che illegale, la rimozione fai da te dei rifiuti e dei materiali contenenti amianto, specialmente se i manufatti sono in cattivo stato.

I tecnici abilitati sono istruiti su come vestirsi, sui dispositivi di protezione, e sul comportamento da tenere nelle zone contaminate; diversamente dai comuni cittadini, che rischiano di mettere a repentaglio non solo la propria salute, ma anche la sicurezza dei familiari e di altre persone, magari trasportando in giro delle fibre di amianto rimaste impigliate nei vestiti, o tra i capelli e la barba.

 

Eneredil è un’azienda che si occupa da anni delle operazioni di smaltimento dell’amianto, mettendo al primo posto la sicurezza di tutti.

Se hai bisogno di una consulenza in merito alla rimozione di rifiuti e materiali contenenti amianto, scegli di avvalerti della nostra esperienza sul campo. Contattaci.